Sebbene ormai naturalizzato da molto
tempo il laghetto Traversari è di origine artificiale:
fu scavato nella prima metà del '400 allo scopo di allevare
tinche, anguille e pesci per i monaci che non consumavano altre
carni (LANZA, 1965; VANNI e LANZA, 1982)
Nel laghetto Traversari vivono oggi prevalentemente individui
branchiati come il tritone punteggiato
(Triturus vulgaris) protetto dalla Convenzione di Berna
(L. 501/81) ed il Triturus alpestris
(tritone alpestre) inserito nel libro rosso del WWF tra le specie
che rischiano l'estinzione (BULGARINI et al, 1988).
Il laghetto Traverari è fisicamente diviso in due parti
dalla presenza di una passerella: nella zona Nord considerata
di drenaggio viene costantemente rifornito d'acqua da un piccolo
ruscello, in tale area è presente una vegetazione quanto
mai varia, ricca in specie che tollerano ampie variazioni dei
principali parametri chimico-fisici sia dell'acqua che del terreno.
E' in questa zona del laghetto che lo spessore dello strato d'acqua
raggiunge i suoi valori minimi.
Sempre nella zona Nord del Traversari rinveniamo una cintura di
Lycopus europaeus che si pone come fascia di separazione
tra le cenosi di elofite (Sparganietum erecti) e le cenosi
meso-igrofile dei prati retrostanti, meno interessate dai fenomeni
di sommersione stagionale.
La zona Sud, costituisce la chiara del lago popolata da un aggregato
monospecifico a Potamogeton
natans, il quale si spinge
fino in prossimità della sponda ove tende a compenetrarsi
con altre specie quali Sparganium erectum e Mentha aquatica.
Oltre P. natans, nel LaghettoTraversari abbiamo rinvenuto un'altra
sola idrofita, Ranunculus trichophyllus.
Foto1: laghetto Traversari ricoperto
da uno strato di ghiaccio
e neve |
![]() |
![]() Foto3: foto scattata in periodo estivo della stessa porzione di laghetto della foto1. tappeto monospecifico a Potamogeton natans che tende a compenetrarsi con Lycopus aeuropaeus. |
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Come sappiamo ogni lago è destinato nel tempo a scomparire a causa di processi fisiologici di interrimento. Nel laghetto Traversari tali processi sono accelerati dalla presenza di una fitta vegetazione sia ripariale che acquatica ( Potamogeton natans, che vediamo nella foto 3 e Phragmites australis). In particolare il canneto (phragmiteto ogni anno tende a vegetare sui resti degli anni precedenti....) facendo diminuire sempre piùlo spessore d'acqua). Per rallentare tale processo di interrimento sarebbe necessario procedere a rimuovere manualmente i residui vegetali sia a monte che a valle della passerella. Contribuisci anche tu a far vivere il laghetto non buttandoci dentro i resti dei tuoi pic-nic..
All'interno del laghetto è presente una comunità di idrofite radicate e non del Nymphaeion albae: costituita dal Potameto, (rilevato anche presso il Metaleto). E' un habitat di interesse regionale.
Per la conservazione
di questo tipo di habitat è importante monitorare periodicamente
il livello idrico dei bacini presenti nell'area indagata e valutarne
il grado di interramento. Anche la qualità dell'acqua risulta
un parametro importante ma per quanto riguarda la zona studiata
non sono presenti fonti di inquinamento o alterazione antropica.